domenica 20 agosto 2017

* Di come un'eclissi, uno specchio di ossidiana e un eroe salvarono il mondo dalla guerra*



C'era una volta un eroe
da cosa si riconosce un eroe, direte voi?
Dal cuore impavido e dal fatto che aveva accettato di compiere un lungo viaggio, lontano dal suo regno e dalla sua vita comoda e ordinaria, per cercare un tesoro.
Era un vero eroe.
L'unico indizio che aveva ricevuto prima della partenza da una pietra parlante, era stato quello di cercare nell'ombra. Il tesoro era molto importante per l'eroe, il suo regno era stato colpito dall'oscuro sortilegio dell'apparenza lanciato dal potente Mago nero, che per impadronirsi del trono, aveva incantato tutto il popolo facendo apparire buono ciò che non lo era e cattivo ciò che fino ad un momento prima era stato considerato una benedizione.
Così, il re amato da tutti, fu presto esiliato nella foresta e il Mago nero salì sul trono.
L'eroe era in realtà un mercante che viaggiava molto e grazie alla lontananza da casa era sfuggito al sortilegio dell'apparenza. Al suo ritorno aveva trovato il regno completamente avvolto dalla nube della malvagità. Tutti cercavano di fare del proprio meglio per apparire migliori, anche se questo significava compiere azioni malvagie. Il sovrano stesso incoraggiava ogni sorta di ingiustizia così anche lui appariva ai suoi occhi e agli occhi degli altri, degno di stima e rispetto.
L'eroe come unico superstite fu convocato dal re esiliato, mentre il sovrano buono, rinchiuso in una torre al centro della foresta, gli affidava la sua missione, l'eroe si accorse che ogni cosa aveva una voce. 
La pietra gli consigliò di cercare nell'ombra, l'albero aiutato dagli insetti tessitori creò per lui un mantello fatto di tela di ragno che gli avrebbe garantito l'invisibilità e il ruscello spinto dal potente vento delle montagne tracciò per lui un percorso lungo la foresta.
Il viaggio del nostro eroe durò molti anni, più di venti, dicono alcuni. Ogni tanto riceveva notizie della crudele sorte del suo regno, il Mago nero non faceva altro che dichiarare guerra ai regni vicini, sembrava addirittura che avesse costruito un altissimo muro per non permettere a nessuno di entrare nel suo regno. L'eroe cercò il tesoro in ogni buio anfratto, nelle più scure caverne, invisibile a tutti riusciva ad entrare anche nei luoghi segreti, seguiva con costanza e incrollabile fiducia il corso del fiume. 
Finché nel mezzo di una giornata di splendente sole, uno strano fenomeno celeste avvenne sotto i suoi occhi. Il sole divenne nero, tutto i oscurò, calò un lungo e innaturale silenzio e il lago davanti al nostro eroe rifletté l'oscura sfera celeste. L'eroe nonostante lo stupore e la paura, si tuffò nel lago proprio dove il sole nero era riflesso e si lasciò inghiottire dalla profonda oscurità dello specchio d'acqua. Proprio sul fondo, uno sbrilluccichio attirò l'attenzione dell'eroe che si spinse più a fondo che poteva, senza fiato, con il terrore di annegare e la forza di chi crede di poter cambiare il mondo.
Afferrò il tesoro e poi si abbandonò alla corrente che privo di sensi lo depose sulle sponde del lago.
Quando l'eroe si risvegliò da quella che parve una caduta nell'abisso, il cielo era illuminato dal sole splendente, accanto a lui c'era uno specchio nero arricchito da una sontuosa cornice d'argento. L'ero si accorse che il fiume che l'aveva condotto fin lì si univa al lago terminando il proprio viaggio, come lui, in quel luogo. 
Passarono ancora molti anni ma l'eroe riuscì a tornare a casa, mostrò al re ancora imprigionato il suo tesoro.
:- Uno specchio di ossidiana, è un potente oggetto magico! ora va e libera il mio popolo!
La terra che accolse il ritorno del nostro eroe era una terra devastata da guerre e morte, tutti gli abitanti erano stati addestrati ed ora non avevano altro scopo che uccidere e saccheggiare gli altri regni e il Mago nero era divento il signore della guerra.
L'ero camminò fino al campo di battaglia dove il Mago ed i guerrieri festeggiavano l'ultima sanguinosa vittoria, scelse una collina che gli permetteva di osservare ogni cosa senza essere visto, sollevò lo specchio di ossidiana verso il sole splendente, di nuovo il sole divenne nero, un'onda silenziosa sembrò scuotere la terra e le profondità di ogni essere vivente.
Dal profondo lago dell'anima di ognuno emerse ciò che non voleva essere visto, si udirono urla di terrore, pianti di pentimento, il sortilegio era spezzato.
Il mago vide la propria malvagità ma quello che lo uccise fu vedere una scintillante goccia d'amore in quell'oscuro abisso della sua anima.
Alcuni non riuscirono a guardare nelle profondità di se stessi e così come il Mago persero la loro vera occasione di vittoria, altri si perdonarono, altri ancora iniziarono una nuova guerra questa volta contro la propria ombra.
Il re esiliato tornò a regnare, lo specchio di ossidiana sciolto l'incantesimo si frantumò in mille e mille pezzi uno per ogni abitante del regno.

Emanuela Pacifici


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